Tuffi col brivido.

Sentiero Digitale – redazione

Bisogna proprio volerlo

Un gol in tuffo di testa è sempre un grande gesto e non solo atletico. Prima di tutto bisogna pensare di farlo; lanciarsi senza troppi calcoli verso l’attrezzo pallone senza pensare che potrebbero intervenire ostacoli (pali, altri giocatori, tacchetti) durante il volo. Poi c’è il calcolo della traiettoria della sfera, un involucro di cuoio gonfiato a pressione che pesa 410/450 grammi. Un puntino chiaro quando parte da lontano che si ingrandisce mentre si avvicina. Ci vuole, in una parola, coraggio. Leggi tutto →

Al volo è meglio.

Sentiero Digitale – redazione

Mauro Icardi e Ever Banega realizzano triplette contro l’Atalanta. L’attaccante argentino apre con tre reti in nove minuti (dal 17′ al 26′) e tuttavia non sono spettacolari per esecuzione ma splendide per intuizione. Keita entra 15′ dal termine e segna con un destro a effetto dalla distanza. Gol decisivo in un momento di equilibrio di Lazio-Torino. Molto bello. Tuttavia nel pomeriggio di domenica Roberto Inglese (Lucera, 12 novembre 1991) aveva segnato con un destro al volo il primo dei quattro gol contro l’Empoli. Leggi tutto →

Controbalzo.

Leonardo Samarelli

È il gol più bello della 23ma giornata quello di Juan Cuadrado e proprio nella partita più importante. Forse è il più bello proprio per quello.

Nella giornata del 1-7 del Napoli a Bologna, del 2-6 della Lazio a Pescara e infine dello 2-0 dell’Atalanta contro il Cagliari di bei gol ce ne erano tanti. Quello di Hamsik in tuffo a Bologna, i quattro gol di Parolo a Pescara tutti su inserimenti del centrocampista biancoceleste. Infine il secondo del Papu Gomez contro il Cagliari. Leggi tutto →

I disegni del Tempo.

Marco Giannini

Visualizzare il tempo

Se le cose succedessero tutte insieme, sarebbe complicato affrontarle. Per fortuna esiste il tempo, che le tiene separate. 

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Lapide marmorea sulla facciata del Palais de Justice a Parigi.

Ma il tempo esiste davvero o l’abbiamo inventato noi perché ci fa comodo?

Osservando l’avvicendarsi dei giorni e delle stagioni, viene naturale pensare che il tempo passi, che per passare debba in qualche modo arrivare (ma da dove?), e che insomma faccia parte dell’ordine naturale del mondo, una parte importante per giunta. Che il suo scorrere non sia solo una metafora ma segua una direzione universale.

Sempre in base allo scorrere dei giorni e delle stagioni, pare di capire che la misurazione del tempo ci è data, e che quel grandioso (e imperfetto) espediente che chiamiamo calendario sia in realtà un’invenzione (nel significato etimologico del latino invenio: “scopro, trovo”), una trasposizione di qualcosa di pre-esistente. Per non parlare delle ore, dei minuti e dei secondi, che misuriamo grazie a complicati marchingegni chiamati orologi, così complicati che in pochi sanno come funzionano davvero. Leggi tutto →

Il Meme, la storia infinita: l’ascolti e ti porta via.

Luigi Toiati

Tanto va la gatta al gatto che ci nascon dei gattini.

“- L’Aleph? – ripetei. – Sì, il luogo dove si trovano senza confondersi tutti i luoghi della terra, visti da tutti gli angoli“. (Jorge Luìs Borges, “L’Aleph”)

 Quando, in una relazione interpersonale, io dico al mio interlocutore “sì, già lo so” è perché credo “ovviamente” di saperlo; se invece asserisco “ti/le consiglio questa soluzione”, è perché sto per rifilargli la soluzione per me più “ovvia”; se viceversa profferisco il fatidico “scusi se la interrompo” significa che sto pensando: tanto non mi perdo niente, è talmente “ovvio” quello che mi sta dicendo; laddove il mio “non capisco che c’entra” vale invece per: ma che vuole questo? È ovvio che non mi interessa, ma non lo capisce?; e così via. Leggi tutto →