Quatti-quarti, come un referendum.

Leonardo Samarelli

Tra due giorni si riprende con i quarti di finale e peccato trovare la Germania solo lì.

Della nostra vittoria contro gli spagnoli è stato detto tutto. A nostro parere non c’è stata partita e la Roja sembrava “a disposizione” dei nostri più veloci e tattici. Non è la squadra del 2012. Involuta, indecisa. Anche il gioco, ormai noto, è da rifondare.

Gol-Italia-Spagna-2-0-Euro-2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Più che la nostra vittoria sulla Spagna sembra incredibile il successo dell’Islanda sull’Inghilterra. Tira un’ariaccia in Gran Bretagna, Prima il referendum sulla Brexit (è Brexit è stata) poi l’uscita della Nazionale (con ironie non sempre eleganti ma si sà). Ricordate quel che fu la Corea del Nord per l’Italia? Ecco per gli inglesi è così.

Gli accoppiamenti sono questi.

Polonia vs Portogallo – Galles vs Belgio – Germania vs Italia- Francia vs Islanda.

Dovessimo proseguire troviamo la Francia o l’Islanda. Ma dobbiamo ancora farlo.

tabellone-Quarti-euro-2016

Quarti, facciamoci un’idea.

Germania (4-2-3-1): assieme all’Italia sembra la squadra migliore. Difesa impenetrabile (0 gol subiti- 6 fatti). Neuer in porta con Hummels e Jérôme Boateng centrali. Özil, Kroos, Khedira e Göetze in un centrocampo completo, tattica, tecnica e fantasia. In attacco Mario Gomez, non più quello acciaccato della Fiorentina, e Thomas Müller. In panchina Draxler, Scheweinsteiger, Schurlle, Podolski (solo alcuni). Ct è Loew. Molti campioni del mondo (in Brasile) e travolgenti.

Italia (3-5-2): Conte è il motore fuori campo. Sul green titolari concentrati, blocco difesa che non ha nulla da invidiare a nessuno (1 gol subito-5 fatti). Centrocampo e esterni che si “applicano” diligentemente e il modulo migliora i singoli persino tecnicamente. Infine si fa fatica a trovare un giocatore tra i nostri che possa essere definito “scarso”. Ora va di moda prendersela con Thiago Motta. Lento sì ma uno che da 10 anni gioca ad alti livelli e ha vinto tutto. Non scherziamo. All’inizio si aveva poca stima dei nostri in attacco. Pellé, Zaza, Immobile e Insigne sono invece andati più che bene. Poi Buffon in porta chiude quando serve e finora è servito poco.

Belgio: In forte ripresa dopo la sconfitta nel girone dall’Italia. Centrocampo e attacco molto nobili, difesa, a parte il portiere Courtois, un poco meno. Va a sprazzi, se girano i talenti (Hazard su tutti) candidato ad andare avanti nel tabellone. Manca il (gioco) collettivo però.

Galles: Gareth Bale e ci si potrebbe fermare qui. Anche qui forti davanti e più deboli dietro. Anche ruvidi tecnicamente. Bale forse è tra i due-tre migliori del torneo. Molto fisici però approssimativi in troppi.

Polonia: Lewandoswski (Bayern Monaco) è il punto di forza. Arrivano ai quarti dopo aver vinto ai rigori con la Svizzera che non era peggiore, anzi. Ci pare (con rispetto) tra le meno quotate. Con parecchi difetti in tutti i reparti. Si tifa per Glick, cuore toro.

Portogallo: qui vive Cristiano Ronaldo, un altro del Real Madrid come Bale. Qualificata come terza. Ha eliminato la Croazia (sembrava più dotata) che si è buttata via ai supplementari. Quaresma ha risolto ma l’azione l’ha indirizzata Ronaldo. Non sembrava potesse esserci ai quarti invece è lì. Ora può sorprendere e sa giocare nel senso che i suoi giocatori hanno tutti ottima tecnica. Se passa va a sbattere col Belgio e se la giocheranno se la giocheranno.

Francia: non si capisce come mai ma il talento indiscutibile dei suoi si è visto poco. Pogba quasi niente. Forse troppo legata alle giocate individuali e quando non arrivano si inceppa e non è fluida. Può ritrovarsi nel finale, fin qui non bene in attacco. Con L’irlanda partita risolta da distrazioni. Griezmann attaccante (Atletico Madrid) però concreto nell’approfittare. Poco.

Islanda: sorpresa, sorpresona ma si era qualificata facendo fuori l’Olanda (2 vittorie). 320 mila abitanti (come Catania), al debutto in una competizione internazionale. Ha pianificato da anni il movimento calcistico e ora coglie i risultati. Dei 23 giocatori in rosa nessuno gioca in Islanda.

Ci mette animo con un gioco tanto semplice da imbarazzare e per ora ha imbarazzato anche gli inglesi eliminati all’ottavo 1-2. Semplici ma organizzati, ricorda come applicazione (termine molto usato da Arrigo Sacchi, un guru) gli azzurri. Sempre terra di vulcani è. Islanda: nessuno pensava fosse così attrezzata, con la Francia partono sfavoriti. Sarà vero?

Dentro o fuori: la scelta netta piace a tutti.

Infine una notazione. Si parla tanto di referendum (anche i ballottaggi a loro modo lo sono). Che sarebbe una risposta grezza e poco politica (articoli a fiumi per la Brexit). Che ormai non ci sono più le mezze misure e che la gente vuole dire la sua, non articolando un ragionamento e neanche un discorso. Si vuole vedere solo il Sì o il No. Bianco o nero. L’eliminazione diretta, o dentro o fuori a costo di supplementari e poi rigori ha sempre tirato e non solo nello Sport. C’è chi piange c’è chi ride, mors tua, vita mea e quanto altro. Si erano inventati anche il Golden gol, detto anche” la morte improvvisa”. Di che ci meravigliamo?

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.