Autogol: è meglio del gol.

Sentiero Digitale – redazione

Quindi ci smentiamo subito e in una rubrica che si chiama “il gol” preferiamo l’autogol. Tuttavia i disegni sono dedicati alla partita della giornata. Le reti di Sami Khedira e Marek Hamsik sono in pagina e forse è giusto ci siano. Sarà stata l’attesa ma tutti eravamo concentrati su Napoli-Juventus, tuttavia impossibile non apprezzare le fasi di gioco di Pescara-Milan (1-1) e Sassuolo-Lazio (1-2) che ci hanno mostrato come anche gli autogol siano spettacolo. Qui e qui un po’ di storie sulla più amara delle azioni per un atleta e non vogliamo rompere le scatole a Comunardo Niccolai che ormai sessantunenne si sarà anche scocciato di essere ricordato per le autoreti e non per il grande stopper dello scudetto del Cagliari 1969-1970.

Le azioni “contro” 1

Sassuolo-Lazio è una bella partita (qui su sky sport gli highlights) stiamo sull’1-1 e la Lazio ha pareggiato lo svantaggio. Lulic recupera un pallone regalato (retropassaggio atroce) da Lirola e serve Immobile davanti alla porta. Il tiro del centravanti viene deviato da Acerbi e sembra entrare in porta quando Paolo Cannavaro si esibisce in una splendida rovesciata per evitare il gol. Il pallone sbatte violento sotto la traversa e l’autogol è evitato. Spettacolo alla fine del primo tempo. Si resta sul pari e la Lazio fa entrare Keita che all’83’ serve Cristiano Lombardi, ragazzo che viene dalla primavera e che ha sostituito il genio Felipe Anderson. Cristiano ha fame di gioco e quasi dall’area piccola sbatte un pallone forte e basso. Intercetta prima Acerbi (ancora) e poi Consigli smanaccia quella palla da flipper nella sua porta. La sorte non ti aiuta due volte e vincono gli ospiti. Autogol bellissimo da vedere e Lombardi rispetta la regola: quando c’è casino in area sbattila forte dentro, qualcosa può accadere.

Le azioni “contro” 2

Pescara Milan finisce 1-1 e l’autogol di Paletta (ufficiale è suo) e Donnarumma ancora stupisce ma qui è solo una leggerezza del portiere che va con sufficienza sul retropassaggio solo un poco teso del centrale argentino. Ma volevamo fare l’elogio dell’autogol e questa è sembrata la giornata giusta. Errori? Chi non ne fa? Ultima osservazione: vorremmo che in politica si abolisse il linguaggio condito con parole calcistiche. Frasi con la parola autogol sono comunissime e ci hanno davvero stancato. Meglio dire le cose per quel che sono e non ammorbidirle (o aggravarle) con il linguaggio sportivo.

 

Andiamo ai gol “non decisivi” del San Paolo

Juventus poca cosa stavolta e contropiede, Napoli col tiki-taka anche un tantino estenuante da vedere. Le azioni sono belle però e anche abbastanza simili.

Nel disegno c’è la spiegazione che non potrà mai spiegare (o forse sì) gli schemi che si studiano in allenamento. Sotto c’è la ricostruzione delle azioni. Per la verità molto apprezzabili. Nella prima l’irruzione di Khedira mostra l’autorevolezza del tedesco e poi la fiducia nel piede di Pjianic che gli restituisce un pallone perfetto nel triangolo.

Nella seconda si nota la sbavatura della difesa della Juve che alza la linea nel momento sbagliato (perché Bonucci esce?) ma anche la destrezza di Martens e i tocchi di prima intenzione di Hamsik. Il tiro al volo di interno destro indica classe e sensibilità.

Ultima citazione per la rovesciata di Conti in Genoa-Atalanta (0-5). La Dea sa volare.

Qui su Sky, dopo la pubblicità ovvio, la gol collection di Sky Sport

 

 

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