Roma: città di pellegrini.

Sentiero Digitale-Redazione

Spesso Roma, nella sua grande bellezza e nei suoi grandi disagi costringe i cittadini a volgere gli occhi al cielo. Proprio lì in quei cieli inimitabili ritroviamo la parte migliore ed eterna dell’Urbe. Roma: città di pellegrini: non solo viandanti sulla strada per San Pietro ma Falchi pellegrini che nidificano nelle zone verdi della città ma anche sulle chiese, sui monumenti antichi sui manufatti industriali. Un habitat comodo per loro che così si inurbano e diventano nostri concittadini. La natura si trasforma e si adegua e i Falchi pellegrini ne sono la dimostrazione. Leggi tutto →

Boxing Day all’italiana.

Leonardo Samarelli

Napoli e Hamsik fanno festa, la Juve spegne i sogni scudetto della Roma, Inter in confusione, la Lazio prosegue il suo cammino. È Boxing Day all’italiana (purtroppo o per fortuna si gioca durante le feste di fine anno). Nel clima natalizio della 18esima giornata, il Napoli mantiene salda la testa della classifica e fa un altro piccolo passo verso lo scudetto; sotto di lei però le gerarchie sono cambiate, con la Juventus seconda e l’Inter terza che in due giornate perde terreno dalle prime due. Leggi tutto →

Etichette da incubo.

di Marco Giannini

L’etichetta è importante

Nutrirsi bene è questione di comportamento, cioè morale: cosa mangiamo, perché ci fa male e perché non lo sappiamo ce lo spiega con semplicità un ragazzo indiano praticante alla IBM, con l’ausilio di un minimo di informazione grafica. Un viaggio nelle etichette da incubo.

Il supermercato rappresenta nel nostro immaginario collettivo la spersonalizzazione dell’acquisto e la sua trasformazione da baratto tra due privati a routine per una moltitudine di individui, i quali comprano tutti le stesse merci, allo stesso prezzo (esclusi eventuali sconti e raggiri), da una catena di distribuzione e non dal produttore. Addirittura, il produttore è allontanato e sostituito da un potentissimo intermediario del quale si comprano i servigi: il distributore.

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Regali di Natale? Non se ne parla.

Leonardo Samarelli

Il Napoli torna al vertice, Hamsik come Maradona, primo passo falso dell’Inter, Juve senza problemi, la Roma si salva allo scadere. Quattro squadre in quattro punti, con il Napoli che torna in testa approfittando della prima sconfitta stagionale dell’Inter. Regali di Natale? Non se ne parla. Almeno per ora è tutto ancora incerto. Leggi tutto →

Paper girls: ritorno agli anni ‘80.

Gloria Gasperini

Gli anni ’80 tornano di moda anche nei fumetti. Quando ancora non c’era Google, non esistevano i social media e i reality show. Quando ci si divertiva con niente e tutto era più semplice. Quando i bambini erano ancora ingenui. Prima che tutto cambiasse. In una cittadina americana, Cleveland, dove non succede mai niente, vivono quattro ragazzine di dodici anni. Si chiamano Erin, MacKenzie, K.J. e Tiffany e sono le “Paper girls“, le ragazze che consegnano i giornali in bicicletta (Bmx e Walkie-Talkie alle orecchie). Nella notte di Halloween del 1988, le ragazze si dividono come ogni mattina il territorio da coprire per le consegne e nonostante qualche incontro con persone che ancora indossano i costumi della sera prima, tutto fa pensare a una tranquilla mattina come le altre. Leggi tutto →

Pareggi, Var ed eventuali

Leonardo Samarelli

Juve e Inter non si fanno male, Napoli in crisi d’identità, Roma sprecona, Lazio danneggiata dal Var, risorge il Milan. Tanti pareggi nel 16mo turno di Serie A. Neanche una vittoria per le prime quattro del campionato; l’Inter rimane prima in classifica. Leggi tutto →

I won’t sign that.


by Paolo Samarelli

 Why so many articles appear in Italian newspapers without a signature? This is strange in the era of the Image, but as usual “follow the money” and you’ll find out why. Hurdles and obstacles in publishing start from here and reach out to the precariousness of many young journalists. Seen from below.

For some time now the vast majority of the infographics (information with words and images) published in Italian newspapers is anonymous, without the signature of the author or the authors. Often it is visual information related to significant events, made understandable at a glance; often it has a bulk in the newspaper page or during a video even higher than the length of the article to which they refer.
Infographics have been inflected over time with various names. Now, regarding names and concepts, visual- and data-journalism prevail (though they are not exactly the same). These English definitions give the product a certificate of quality and modernity, regardless of the actual understanding of what they express and mean. Perhaps the explanation of graphic journalism could have merged the definitions, however, the definition is too often combined with graphic novel (a mix of drawings/comics and tale). Without getting lost in definitions in Italian or English I refer to all this and to those who with drawings, images of various kind and written words build information up for the media: print, online, TV. The radio stays off.
But so, why the hell in Italy not all infographics are signed? Simple: on the various types of media, on average, they are signed by cooperators staying outside the company. They aren’t signed by resident workers inside the company. This happens for economic reasons.

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