Cortometraggi antivirus.

di Giovanni Berruti

Cortometraggi antivirus quando il Cinema è bloccato

Il Covid-19 ha rivoluzionato lo storytelling. Basti pensare al bombardamento mediatico a cui stiamo assistendo, dove molteplici voci provano a raccontare la pandemia e dove purtroppo l’unica certezza rimane quel triste bollettino quotidiano delle ore 18. Troppe parole (e numeri) si sovrappongono nel tentativo di mettere ordine in questa tragedia e l’inevitabile conseguenza è uno spaesamento totale, amplificato dalla restrizione delle nostre libertà personali, dove il “restate a casa” è indicato come l’unica arma per vincere la battaglia contro il virus, per aiutare gli operatori sanitari e soprattutto per salvare le persone che amiamo. L’esplosione della pandemia ha bloccato il mercato del cinema. Tutti i set di film e serie TV sono stati interrotti, mentre le sale cinematografiche sono state le prime a chiudere e saranno le ultime a riaprire, in quanto luogo di aggregazione e, dunque, veicolo del contagio.

I risvolti economici

Un evento che avrà delle grandi conseguenze economiche, alle quali si sta cercando di trovare una risposta adeguata. Per esempio, far uscire qualche film sulle piattaforme streaming, in attesa della ripresa della normale programmazione nelle sale. Senza contare che molti progetti diventeranno obsoleti e le sceneggiature andranno ripensate alla luce di quant’è successo. Non tenerne conto sarebbe una pura follia. In questo mese, pensando proprio di dare qualche risposta a questa situazione, ho realizzato due cortometraggi con lo smartphone per raccontare l’era del Coronavirus.

Leone Romani in “Pazienza Zero”

Pazienza Zero – Cortometraggi antivirus 1

È il primo cortometraggio. Ho scritto e girato questa breve storia con lo smartphone, prima che venisse emanato il lockdown in Italia. Ho scelto questo titolo per la sua duplice valenza semantica, riconducibile sia alla medicina (la ricerca del Paziente zero, di cui tanto abbiamo sentito parlare) che al senso lato del termine.

Volevo raccontare una perdita totale di pazienza, scatenata da una paura assolutamente legittima verso il coronavirus, che però spesso rischia di sfociare in razzismo ed atteggiamenti violenti verso il prossimo.

Complice l’interpretazione del mio amico Leone Romani, che ha dato volto all’ipocondriaco protagonista Ettore, è stato inserito per quanto possibile un filtro di leggera ironia, tentando un omaggio alla Commedia all’italiana, che è sempre riuscita a raccontare i drammi del paese senza prendersi eccessivamente sul serio.

Al centro della storia c’è una progressiva rabbia verso questo nemico invisibile che ho provato a mettere in scena attraverso comportamenti stereotipati ma anche imprevedibili. Qui potete vedere il cortometraggio

Alessia Maiello in “A Distanza di (in)Sicurezza”

A Distanza di (in) Sicurezza – Cortometraggi antivirus 2

È il secondo cortometraggio. Realizzato durante il lockdown, questo  cortometraggio rappresenta una sorta di esperimento per il mondo audiovisivo. Si tratta di una storia d’amore a distanza tra Paolo e Francesca, due ragazzi costretti a comunicare quotidianamente attraverso una videochiamata che farà emergere i desideri, i sogni e soprattutto la malinconia derivata dalla lontananza fisica. “A Distanza di (in) Sicurezza”è dunque il primo progetto che racconta il drammatico periodo che stiamo vivendo dove incontrarci è impossibile.

La lavorazione è stata possibile grazie a videochiamate con Leone, che torna in questo secondo lavoro interpretando un altro personaggio (Paolo)  e Alessia Maiello nel ruolo di Francesca. Ognuno nelle rispettive case, sempre attraverso lo smartphone (facendosi aiutare nelle riprese da un familiare) ha girato la propria parte, per poi inviarmela e permettermi di realizzare il montaggio.

Man mano che il corto prendeva forma, continuavamo a confrontarci attraverso chat, dove ho inoltrato loro diverse bozze video fino all’ultima versione del progetto.

Un lavoro collettivo dunque, a dimostrazione che l’audiovisivo non si ferma nemmeno di fronte a difficoltà di questo genere. Non è infatti un caso che da pochi giorni è stata annunciata la lavorazione di un docufilm in uscita a fine aprile, “Il Cinema non si Ferma”,composto da 7 episodi di genere comedy con al centro sprazzi di vita quotidiana ai tempi del coronavirus, realizzato con le stesse modalità.

È una sfida tecnologica affascinante, che inevitabilmente sta abbracciando l’industria audiovisiva nel tentativo di rispondere a questa crisi, che rivoluzionerà l’intero settore. Cambierà il modo di girare i film anche dopo il Coronavirus? È difficile dare una risposta certa, ma intanto sta a noi far sopravvivere la creatività. Qui  potete vedere il cortometraggio

Buona visione

 

 

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