Calcio, disegni e pandemia

di Paolo Samarelli

Calcio, disegni e pandemia. Impossibile tornare indietro

Dopo lo stop per la pandemia da Covid-19 il calcio aveva ripreso nella seconda metà di giugno ed eravamo già cambiati.

Ultima partita tra le grandi prima della chiusura

Da marzo 2020 tre lunghi mesi di distanza umana e sociale. In quel periodo invece di considerare vecchi o nuovi progetti ero del tutto spiazzato.
Sono riuscito a leggere qualche libro per sfuggire all’eccesso di informazioni e ai bollettini sui progressi della malattia, una infodemia.Di lavorare nessuna voglia. Avevo anche repulsione per il salto di specie che si è detto avvenuto per il passaggio del virus dal pipistrello (mammifero volante con un super sistema immunitario) al pangolino. Un formichiere dalle morbide carni sotto la corazza a placche. Il povero pangolino era stato poi cotto e mangiato dall’uomo da qualche parte (sembra) della Cina (qui un riferimento al film “Contagion” del 2011 che mi pare pertinente). Repulsione per il virus e per l’idea che qualcuno abbia voglia di mangiare un pangolino senza infine voler condannare nessuno; infatti si consumano milioni di tonnellate di carni di tutti i tipi in tutto il mondo senza trascurare la sofferenza degli animali allevati a scopo alimentare e il danno al pianeta che questo provoca. Quindi attonito come tutti, solo ora in piena seconda ondata epidemica, mi trovo a considerare un prima e un dopo l’avvento del nuovo virus Covid-19. Ho considerato sentimenti e sensazioni e i disegni fatti appena prima e durante il distanziamento considerando quel che è stato e non sarà più così.

Voglia di sicurezza

Due illustrazioni prima della diffusione del contagio sono mappe realizzate per il supplemento auto di un grande giornale, due viaggi in automobile tra bellezze e tesori del nostro Paese. In ognuna delle due si nota il desiderio (e la possibilità) di muoversi liberamente sul territorio e apprezzare il nostro habitat culturale, anche culinario. Rifletto su quel che dicevo prima sulle nostre, a volte scellerate e onnivore, abitudini alimentari: come si vede nei disegni delle mappe sono citati ristoranti e rappresentate diverse prelibatezze alimentari).

Da Savigno a Ravenna

Poi nei mesi successivi e nevralgici del Covid-19 altri interventi nel settore automotori, in grave crisi come molti altri comparti. Tutti o quasi improntati alla sicurezza e alla guida autonoma. L’impressione è che il virus ha accelerato anche in quel settore il bisogno di rassicurazioni e la ricerca tecnologica si è messa al suo servizio e per la verità lo era già da tempo. La narrazione della sicurezza nel periodo attuale ha un appeal irresistibile. Nelle mappe/storie una mi sta a cuore. quella che illustra il “test dell’alce” che riporta alla fine degli anni ’90. Una nostalgia che evidentemente ha un significato freudiano.

Viaggio Bard-Entréves

Calcio, disegni pandemia. Quelli che non ci sono più

Una data decisiva dell’anno 2020, lo sarà nel tempo, è il 21 marzo della scomparsa di Gianni Mura. Lo scrittore e giornalista che ha dato una profondità ineguagliabile nel suo dissertare di sport, ciclismo e calcio in particolare. Come Gianni Brera Mura nel suo stile inconfondibile e creativo, ha parlato di sport per narrare non solo atleti ,infatti da questi prendeva spunto per raccontare la vita di donne e uomini. I suoi pareri, i suoi pensieri negli articoli e nelle rubriche come “Sette giorni di cattivi pensieri” che per anni ci ha accompagnato, prima lettura della domenica.

Gianni Mura e le sue pagine irripetibili

 

Uno sguardo sulle nostre esistenze. Constatazioni e opinioni all’ombra di una grande cultura senza la pretesa di orientarci che già è un giornalismo diverso.

Poi se ne sono andati molti altri in quest’anno. Molti ispiratori della mia sfera personale e non solo mia penso. Tra questi Peirò e Mario Corso  dei quali ho disegnato due momenti memorabili per loro e per noi.  Tra chi ci ha lasciatone cito alcuni assai presenti nella mia sfera emotiva: Pietro Anastasi, Stirling Moss, Milton Glaser, Pierino Prati, Ennio Morricone, Luis Sepùlveda, Sergio
Zavoli. Jack Charlton, Franca Valeri, Alessandro Mazzinghi, Franco Maria Ricci, Rossana Rossanda, Juliette Gréco, Quino, Gianfranco De Laurentiis, Enzo Mari, Nobby Stiles, Sean Connery, Gigi Proietti. 
Mi sembra di ripassare le età della mia vita.

Calcio disegni e pandemia: speranze e delusioni 

Tra i disegni fatti in primavera ci sono quelli della ripresa del calcio, le nuove regole per ricominciare in sicurezza a maggio e la ripresa del campionato 2020/2021 il 18 settembre. Prima concessi mille spettatori poi in ottobre stadi vuoti come nella prima fase in primavera. Un protocollo che prevede tamponi ai giocatori ripetuti prima delle gare di campionato. Una procedura che ha portato già problemi e intanto squadre a volte falcidiate dalle assenze causa contagio. Non c’è certezza della formazione per la partita successiva sia in campionato o nelle Coppe europee.

Il calcio ricomincia in primavera 2020

Si comincia davvero. Il campionato finirà a giugno

Settembre , inizia la Serie A 2020-21

In tutto ciò l’assenza del pubblico, le 5 sostituzioni (da 3 che erano) trasformano il gioco in altro da sé. La mancata pressione del pubblico grava psicologicamente sui protagonisti, calciatori e arbitri. Mancanza di concentrazione e applicazione soprattutto e anche i direttori di gara, compresi quelli al Var,  si comportano diversamente da quando erano “sotto giudizio” dal vivo. Il pubblico è parte dello spettacolo, farne senza altera gli equilibri. Tanti gol, difensori in difficoltà, tanti rigori. È un calcio diverso, uno sport solo televisivo. Il contesto, fatte le differenze economiche e organizzative, è quello della partita amatoriale. Un movimento che rischia la bancarotta e perde milioni di incassi a giornata. Infine, sospeso il calcio dilettantistico e amatoriale, le scuole calcio. Ci si può solo allenare, è la fine delle particelle e a soffrirne di più sono i giovanissimi e i ragazzi e i risvolti di disagio psicologico si possono solo intuire. Quando tutto sarà al sicuro quanti torneranno allo stadio?

Calcio, disegni e pandemia. La storia

Nel frattempo a ottobre le due icone viventi del movimento Pelè e Maradona compiono gli anni, 80 il primo e 60 il secondo. I media ne danno grande risalto e celebrano quel che è stato e forse non sara più.

Mi chiedo se Maradona avrebbe compiuto ugualmente lo slalom tra mezza squadra inglese ai mondiali del 1976 con lo stadio vuoto e non parliamo del gol segnato con la mano “la mano de Dios”. Rivera avrebbe segnato lo stesso gol nel 4-3 di Italia- Germania (1970) in uno stadio Azteca deserto? Ognuno pensi ai gol memorabili per lui più significativi (io penserò ai tanti di Roberto Baggio), il calcio della pandemia è altro anche tatticamente. Anche qui è stato compiuto una sorta di salto di specie. Una mutazione che ovviamente riguarda noi stessi e il mondo che si specchia con la mascherina.

Il calcio alla deriva

Qui avete visto molti dei disegni realizzati fino a metà novembre. Collego il testo anche a un lungo articolo pubblicato sul sito di Repubblica (necessario l’abbonamento) titolato “il pallone bucato”. Ho collaborato al longform e qui pubblico soltanto il disegno che rappresenta proprio il calcio alla deriva. Alla deriva, finisco con questa espressione che in ogni caso porta con sé un’idea di movimento.

Riconoscersi in un momento di dolore, non di vittoria, non è da tutti e io credo che quella sia l’Italia vera (Gianni Mura)

Sondaggio 

Infine, a scopo esclusivo di sondaggio, vi chiedo di dirmi se acquistereste qualche disegno della mia produzione che intendo proporre in formato poster. Ho in mente da tempo questa idea anche per sostenere il lavoro sul sito che vorrei implementare nei prossimi mesi.

Se volete potete scrivermi a questo indirizzo email

paolo@sentierodigitale.eu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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