Cortometraggi antivirus.

di Giovanni Berruti

Cortometraggi antivirus quando il Cinema è bloccato

Il Covid-19 ha rivoluzionato lo storytelling. Basti pensare al bombardamento mediatico a cui stiamo assistendo, dove molteplici voci provano a raccontare la pandemia e dove purtroppo l’unica certezza rimane quel triste bollettino quotidiano delle ore 18. Troppe parole (e numeri) si sovrappongono nel tentativo di mettere ordine in questa tragedia e l’inevitabile conseguenza è uno spaesamento totale, amplificato dalla restrizione delle nostre libertà personali, dove il “restate a casa” è indicato come l’unica arma per vincere la battaglia contro il virus, per aiutare gli operatori sanitari e soprattutto per salvare le persone che amiamo. L’esplosione della pandemia ha bloccato il mercato del cinema. Tutti i set di film e serie TV sono stati interrotti, mentre le sale cinematografiche sono state le prime a chiudere e saranno le ultime a riaprire, in quanto luogo di aggregazione e, dunque, veicolo del contagio. Leggi tutto →

Opinioni sulla “minestra riscaldata”.

di S D-redazione

Opinioni sulla “minestra riscaldata”

Ci chiedono di ripercorrere una strada già percorsa e le opinioni sulla “minestra riscaldata” si affollano nella testa. Cerchiamo “minestra riscaldata” su Google e appaiono 89.800 risultati. La domanda è: si può mangiare suddetta minestra se è necessario o se anche se ne ha, semplicemente, voglia? La definizione per come è posta e nel sentire comune sembra negativa. Può non essere così scontato. Leggi tutto →

La visualizzazione che ti salva la vita.

Marco Giannini

Una quota crescente di diagnosi mediche si basa ormai sulla raccolta e analisi di una grande massa di dati clinici, e la loro visualizzazione fa sempre più spesso la differenza. Qui un excursus sulle tecniche più usate a partire da un sondaggio tra medici, e qualche divagazione sul tema. Leggi tutto →

Etichette da incubo.

di Marco Giannini

L’etichetta è importante

Nutrirsi bene è questione di comportamento, cioè morale: cosa mangiamo, perché ci fa male e perché non lo sappiamo ce lo spiega con semplicità un ragazzo indiano praticante alla IBM, con l’ausilio di un minimo di informazione grafica. Un viaggio nelle etichette da incubo.

Il supermercato rappresenta nel nostro immaginario collettivo la spersonalizzazione dell’acquisto e la sua trasformazione da baratto tra due privati a routine per una moltitudine di individui, i quali comprano tutti le stesse merci, allo stesso prezzo (esclusi eventuali sconti e raggiri), da una catena di distribuzione e non dal produttore. Addirittura, il produttore è allontanato e sostituito da un potentissimo intermediario del quale si comprano i servigi: il distributore.

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