Il cibo è memoria.

Anna Veneruso

“Io credo che una ricetta sia solo un tema musicale che un cuoco intelligente può suonare ogni volta con una variazione”.
(Pierre Benoit)

Colpisce quando non te l’aspetti. E non è una questione di chili di troppo o delle solite diete disintossicanti post stravizi festaioli. Sarebbe troppo semplice. No, il cibo si presenta sotto forma di ricordo, di sensazione già provata, evocazione di un passato cui una pietanza o una ricetta hanno dato un significato tutto particolare. Il cibo è memoria come un brano musicale, o la foto di un viaggio che ci sovvengono all’improvviso. Leggi tutto →

Alle fate piacciono le fragole.

Anna Veneruso

La fragola, che cresce sotto l’ortica, rappresenta l’ eccezione più bella alla regola, poiché innocenza e fragranza sono i suoi nomi. Essa è cibo da fate. (William Shakespeare, Enrico V)

Sarà la forma o forse il colore, oppure il fatto che un frutto così dolce e profumato cresce spontaneo nei boschi, tra erba e rovi. Cibo per le fate: sarà per questo che le storie sulla fragola hanno sempre un pizzico di magia. Leggi tutto →

Carpe diem con la vignarola.

Anna Veneruso

Carpe diem con la vignarola

In cucina bisogna cogliere l’attimo. Ogni stagione ha un momento in cui la terra offre il meglio dei suoi frutti. La pienezza della primavera, nel Lazio, si celebra con una pietanza che viene direttamente da una antica tradizione della campagna romana: la vignarola. Leggi tutto →

Il “gelo” sulla rotta delle spezie.

Anna Veneruso

I tuoi germogli sono un giardino di melagrane, con i frutti piu’ squisiti, nardo e zafferano, cannella e cinnamomo, con ogni specie d’alberi da incenso (Cantico dei Cantici)

La rotta delle spezie

Quando ho voglia di cucinare qualcosa di speciale penso alle spezie. Del pepe ho già detto altre volte, un vero e proprio tesoro che per secoli ha mosso l’economia, magico e inarrivabile. Ma non era l’unico: chiodi di garofano, zenzero, noce moscata, zafferano sono stati per tutto il medioevo dei veri e propri status symbol. Leggi tutto →

Se son rose friggeranno.

Anna Veneruso

“Grazie dei fior
fra tutti gli altri li ho riconosciuti
mi han fatto male eppure li ho graditi
Son rose rosse e parlano d’amor”.

(Nilla Pizzi, “Grazie dei fior“)

Lattughe, bugie, fritole, zeppole, cenci, frappe e chiacchiere: che febbraio sarebbe senza un dolce fritto avvolto in una nuvola di zucchero al velo? In cucina si agitano fumi e padelle perché, da nord a sud, non è carnevale senza una frittura. Nel mese in cui festeggiare è d’obbligo ci ritroviamo circondati da ogni possibile delizia per gli occhi e il palato (di colesterolo meglio non parlare). Leggi tutto →

La nebbia agli irti colli.

Anna Veneruso

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“C’è qualcosa di affascinante, di profondamente rustico e montano, nel vino cotto (Mario Soldati)”

La festa e l’estate di San Martino.

Novembre, con i suoi riti di passaggio, è il più simbolico dei mesi. Dalla vita alla morte, dalla bella stagione all’inverno, dalla luce al buio: è un richiamo continuo al ciclo della vita che in questi giorni si raccoglie in silenzio e attende la rinascita. E dove, se non in cucina, questa sensazione è più visibile e radicata? Tutto passa per la tavola: vengono in mente le numerose tradizioni legate ai giorni dei morti in cui la memoria e il rispetto prendono forma di pani, zuppe e biscotti. Cibo come conforto nel lutto e nel dolore, ma anche cibo di buon auspicio come quello che si prepara l’11 novembre per la festa di San Martino. Ricordate la poesia di Giosuè Carducci? Leggi tutto →

Kodrit Kadir.

Anna Veneruso

Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto, che furo al tempo che passaro i Mori d’Africa il mare (Ludovico Ariosto, L’Orlando Furioso).

Vuoi fare qualcosa e finisce che ne fai un’altra.
CARAMEL locandina

Quando la cucina non nasce in cucina, ovvero il dolce arabo al caramello. È uno dei tormentoni dei navigatori sul web: cerchi un’informazione e approdi a tutt’altra cosa. Io ho iniziato cercando la ricetta per la ceretta araba al caramello, la tecnica dolce di estirpazione dei peli superflui. Che poi tanto dolce non è, ma almeno è naturale, non irrita la pelle e rispetta l’ambiente. E poi vuoi mettere il fascino di una ceretta – dolorosa come le altre – definita l’oro di Cleopatra? In Medio Oriente (che poi per noi sarebbe “vicino” visto che non siamo inglesi, i primi, e più distanti, a definirlo così) fa parte della quotidianità di tutte le donne, consacrata perfino in un film dalla regista libanese Nadine Labaki: nel racconto della storia di cinque amiche sullo sfondo di una Beirut devastata dalla guerra, il pentolino per scaldare la cera al caramello è sempre sul fuoco e dà il titolo al film, Caramel appunto. Leggi tutto →