Alici nel piatto delle meraviglie.

Anna Veneruso

“Le acciughe fanno il pallone/che sotto c’è l’alalunga /se non butti la rete/non te ne lascia una (Fabrizio De Andrè)”. [Ascoltate qui]

Meravigliose acciughe.

Se c’è un pesce che unisce l’Italia da nord a sud è l’acciuga, che proprio per questo ha molti nomi: che sia sardon, magnana, speronara, anchiò o masculinu, l’alice (come mi piace chiamarla) è presente in tutti i menù tradizionali delle regioni italiane. A cominciare da quelle che non sono bagnate dal mare, come il Piemonte, dove il commercio delle acciughe salate era un modo per vendere il sale senza pagare dazi troppo elevati e dove la bagna càuda, a base di aglio e acciughe, resta ancora oggi uno dei piatti più diffusi e rappresentativi. Per non parlare del garum, una salsa liquida a base di alici fermentate usata nell’antica Roma come condimento per primi piatti e pietanze. La tradizione è arrivata fino a noi con il nome di colatura ed ha in Campania, a Cetara, la sua patria più nobile. Leggi tutto →

La memoria è una bella pizza.

Luigi Toiati

Ristorante pizzeria Piccolo Buco –  Via del Lavatore, 91, 00187, Roma. Tel. 06 69380163

L’età adulta fa compiere talvolta cose bizzarre. Così, con un amico al quale sono legato da ben 60 anni abbiamo deciso di andare ad ispezionare le vestigia supersiti della nostra verde età.

pizza-luigi-e-logo

Passando per Fontan de Trevi – con regolamentare machete per fendere la folla – abbiamo scoperto che il Piccolo Buco (che ha di ben poco cambiato l’omen nomen originario dovuto alle sue dimensioni fisiche) a noi caro in imberbi anni ancora esiste. Perché non provarlo ancora? Leggi tutto →

Sole caldo su, gelo rosso giù.

Anna Veneruso

L’oro brunito dell’involucro, la fragranza di zucchero e di cannella che ne emanava, non erano che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall’interno (Tomasi di Lampedusa – Il Gattopardo).

Cucina siciliana

Mi è capitato, durante l’estate, di parlare spesso di cucina siciliana: amici di rientro da un viaggio, persone che vivono altrove ma tornano alle proprie radici o che visitano l’isola per la prima volta e se ne innamorano. La curiosità e la mia passione per il cibo hanno fatto il resto. Ho ricevuto mille sollecitazioni, novità e rivisitazioni della tradizione e mi è venuta voglia di offrire un tributo a questo mondo gastronomico nel quale gli ingredienti della dieta mediterranea trovano la massima espressione. Leggi tutto →

Kodrit Kadir.

Anna Veneruso

Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto, che furo al tempo che passaro i Mori d’Africa il mare (Ludovico Ariosto, L’Orlando Furioso).

Vuoi fare qualcosa e finisce che ne fai un’altra.
CARAMEL locandina

Quando la cucina non nasce in cucina, ovvero il dolce arabo al caramello. È uno dei tormentoni dei navigatori sul web: cerchi un’informazione e approdi a tutt’altra cosa. Io ho iniziato cercando la ricetta per la ceretta araba al caramello, la tecnica dolce di estirpazione dei peli superflui. Che poi tanto dolce non è, ma almeno è naturale, non irrita la pelle e rispetta l’ambiente. E poi vuoi mettere il fascino di una ceretta – dolorosa come le altre – definita l’oro di Cleopatra? In Medio Oriente (che poi per noi sarebbe “vicino” visto che non siamo inglesi, i primi, e più distanti, a definirlo così) fa parte della quotidianità di tutte le donne, consacrata perfino in un film dalla regista libanese Nadine Labaki: nel racconto della storia di cinque amiche sullo sfondo di una Beirut devastata dalla guerra, il pentolino per scaldare la cera al caramello è sempre sul fuoco e dà il titolo al film, Caramel appunto. Leggi tutto →