Compra in fretta e non partire.

Luigi Toiati

La soffitta virtuale

Little Wars

I miei primi soldatini, e tanti altri a venire, anche dopo che mi spuntò la barba, sono legati al ricordo di un negozietto pulito e scintillante, nella periferia romana della metà del secolo scorso, tenuto da marito e moglie paciosi, ed esperti di saper vivere e di soldatini. Leggi tutto →

Subentro quindi segno: la formula Zaza.

Leonardo Samarelli

Allegri e Zaza regalano il primato alla Juve.

La 25esima giornata è stata caratterizzata dalla ‘’Partita’’: Juventus-Napoli.

Il Napoli, primo in classifica, a quota 56 punti, doveva difendersi dall’eventuale sorpasso dei bianconeri, secondi con 54 punti.

Lo stadio è completamente sold out, una partita così decisiva mancava in Serie A da tanti anni. Leggi tutto →

Gaber a Roma passando per Parigi.

Alessandro Troisi

“Io, Gaber e le cose”. L’intervista alla luminosa Maria Laura Baccarini, che torna al Teatro Eliseo di Roma con il suo spettacolo sul grande Giorgio Gaber. Un duo voce-violino con il musicista Régis Huby. Uno spettacolo profondo e magico, sempre molto attuale.

Maria Laura, torni a Roma con uno spettacolo e un autore a te molto caro, Giorgio Gaber (il titolo è dedicato ad una delle sue canzoni più poetiche e belle). Sarà una nuova emozione recitarlo di nuovo, qui a Roma. Come è nato questo progetto? Leggi tutto →

Il Meme, la storia infinita: l’ascolti e ti porta via.

Luigi Toiati

Tanto va la gatta al gatto che ci nascon dei gattini.

“- L’Aleph? – ripetei. – Sì, il luogo dove si trovano senza confondersi tutti i luoghi della terra, visti da tutti gli angoli“. (Jorge Luìs Borges, “L’Aleph”)

 Quando, in una relazione interpersonale, io dico al mio interlocutore “sì, già lo so” è perché credo “ovviamente” di saperlo; se invece asserisco “ti/le consiglio questa soluzione”, è perché sto per rifilargli la soluzione per me più “ovvia”; se viceversa profferisco il fatidico “scusi se la interrompo” significa che sto pensando: tanto non mi perdo niente, è talmente “ovvio” quello che mi sta dicendo; laddove il mio “non capisco che c’entra” vale invece per: ma che vuole questo? È ovvio che non mi interessa, ma non lo capisce?; e così via. Leggi tutto →