La vita è un segno.

Luigi Toiati

Se chi legge ha meno di 50 anni una piccola fortuna ce l’ha: quella di guardarsi intorno e riuscire ancora a trovare qualche maestro. Chi ha superato quest’età invece, vede passare a miglior vita uno dopo l’altro i propri maestri, ahimè, ma anche gli attori del cuore, i musicisti, i poeti. Leggi tutto →

Compra in fretta e non partire.

Luigi Toiati

La soffitta virtuale

Little Wars

I miei primi soldatini, e tanti altri a venire, anche dopo che mi spuntò la barba, sono legati al ricordo di un negozietto pulito e scintillante, nella periferia romana della metà del secolo scorso, tenuto da marito e moglie paciosi, ed esperti di saper vivere e di soldatini. Leggi tutto →

Sotto la percezione niente.

Marco Giannini

Problemi di autostima

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi lo ha detto chiaramente fin dall’inizio del suo mandato, in particolare di fronte alle convocazioni degli industriali: “Siamo i peggiori direttori commerciali di noi stessi. Dobbiamo cambiare il nostro racconto”.

Cioè non sappiamo raccontare i nostri punti di forza, ma solo spiegare le nostre difficoltà. Leggi tutto →

Il Meme, la storia infinita: l’ascolti e ti porta via.

Luigi Toiati

Tanto va la gatta al gatto che ci nascon dei gattini.

“- L’Aleph? – ripetei. – Sì, il luogo dove si trovano senza confondersi tutti i luoghi della terra, visti da tutti gli angoli“. (Jorge Luìs Borges, “L’Aleph”)

 Quando, in una relazione interpersonale, io dico al mio interlocutore “sì, già lo so” è perché credo “ovviamente” di saperlo; se invece asserisco “ti/le consiglio questa soluzione”, è perché sto per rifilargli la soluzione per me più “ovvia”; se viceversa profferisco il fatidico “scusi se la interrompo” significa che sto pensando: tanto non mi perdo niente, è talmente “ovvio” quello che mi sta dicendo; laddove il mio “non capisco che c’entra” vale invece per: ma che vuole questo? È ovvio che non mi interessa, ma non lo capisce?; e così via. Leggi tutto →